mercoledì, 31 gennaio 2007

..:: Cielo di una notte di mezza estate ::..

Un altro ricordo al quale sono particolamente legato è quello dell'estate di qualche anno fa.
Già da diversi anni con la famiglia andavam in ferie ad Auronzo di Cadore e li si era formata una bella compagnia di ragazzi; di giorno ci si trovava al centro ricreativo per partite a calcio, pallavolo o ping pong e la sera si usciva tutti assieme in uno dei pochi locali della zona. Poi qualche giorno si organizzavano delle uscite e si andava a fare delle lunghe camminate ed è proprio di una di queste che voglio parlare.
Diversamente da altre volte, questa volta ci eravamo organizzati per dormire al rifugio, dunque siamo partiti non troppo presto e dopo aver lasciato le macchine alla base del lungo percorso ci siamo incamminati in tutta tranquillità. La strada era larga e quasi tutta in falso piano, dunque non faticosa, ma era anche esposta sempre al sole ed il percorso era piuttosto lungo. Naturalmente lungo la strada si cazzeggiava, ci raccontavamo storie e così via. Siamo arrivati al rifugio che era quasi sera. Dopo aver preso possesso della camerata, una tutta per la nostra compagnia, eravamo in dieci, e dopo aver esaurito un'ottima cena siamo usciti all'aperto.
Ricordo ancora perfettamente la bellezza di quel cielo stellato come non lo avevo mai visto; migliai, milioni, forse miliardi di stelle, e poi come si distingueva bene la via lattea, si aveva quasi l'impressione di poterla toccare. Ad un certo punto con la coda dell'occhio ho visto qualcosa, mi sono girato in quella direzione e ho visto una stella cadente e subito dopo un'altra, ma non erano come le avevo viste tante volte, magari giù in città, no. Queste erano grosse come il mio pugno e si vedeva il rosso del fuoco che le avvolgeva...
E' stata un esperienza veramente entusiasmante che spero di ripetere il prima possibile.

Scritto da Crybboy alle 05:22 ..::.. in me, la giostra della memoria ..::.. commenti (1) ..::..

domenica, 28 gennaio 2007

..:: La guerra dei fiori rossi ::..

Sul finire del 1940, ad appena quattro anni, Qiang viene portato dal padre, troppo impegnato nel lavoro, in un asilo a tempo pieno. Inizialmente appare come un bambino spaventato e spaesato, ma che cerca di aderire alle regole imposte, così di giorno in giorno segue i riti che vengono ripetuti con metodocità da tutti i bambini dell'asilo: dal vestirsi, a lavarsi le mani ad andare al bagno tutti allo stesso momento. Come incentivo ad una cieca obbedienza le maestre premiano i bambini con dei simbolici fiori di carta rossi. Ben presto però Qiang, che comunque è visto come uno dei più indisciplinati, capirà che ci sono solo pochi modi per acquisire i fiori rossi, ma ce ne sono molti di più per perderli e dunque sceglierà la via della ribellione.




Il film è tratto dal romanzo autobiografico di Wang Shuo, scrittore dissidente di Nanchino.
Chiari sono i riferimenti alla Cina pre-rivoluzionaria, in cui si cercava di "istituzionalizare" la popolazione, ma è un messaggio valido ancora oggi, e non solo nel Paese dei Ming, ma ovunque si tenti di fare dell'uomo un automa che risponda solo a regole già definite.
L'opera strizza l'occhio a De Sica e Truffaut, anche se qui il regista, Zhang Yuan, non ci mostra la storia attraverso gli occhi dei bambini, ma dal punto di vista esterno, di una terza persona, così il piccolo protagonista a volte risulta simpatico, altre volte suscita compassione e altre ancora irritazione. Così anche le insegnanti sembrano solo lige al loro dovere, ma non risultano mai eccessivamente antipatiche.
Ne viene così fuori una visione del mondo totalmente appiattita, in cui risulta problematico distinguere tra colpevoli e innocenti.





Mentre gli altri bambini fanno di tutto per svolgere i compiti che gli vengono asseganti adeguandosi così al sistema (particolarmente simbolica la sequenza in cui i bambini imitano il saluto dei soldati mentre sfilano davanti a questi), Qiang si ribella, disobbedisce, corre e fugge portando con se un amichetta. Di notte invece di dormire esce a giocare con la sua ombra, come faceva Peter Pan e infatti in una scena ci viene suggerito che il bambino possa volare.
Una cosa emerge sicuramente da questo film e cioè che probabilmente un certo tipo di disobbedienza è l'unica maniera per rimanere veramente liberi.

Scritto da Crybboy alle 06:16 ..::.. la fabbrica dei sogni, in me ..::.. commenti ..::..

sabato, 27 gennaio 2007

..:: MAI PIU' ::..

Nel giorno della giornata della memoria, anziche postare foto o video shockanti, che tanti se ne vedono in tv in questi giorni, ho pensato di inserire questa poesia che ho trovato. E' stata scritta da un bambino prigioniero al campo di Terezin, nella ex Cecoslovacchia:

La Farfalla

 
L'ultima, proprio l'ulitma,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
cosi gialla, cosi gialla!
L' ultima,
volava in alto leggera,
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Fra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana
di ghetto:
i miei mi hanno ritrovato qui
e qui mi chiamano i fiori di ruta
e il bianco candeliere del castagno
nel cortile.
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella dell'altra volta fu l'ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.

 
Pavel Friedman

7.01.1921 - 29.09.19

Scritto da Crybboy alle 18:48 ..::.. giorno per giorno, in me, antologia, la giostra della memoria ..::.. commenti (1) ..::..

venerdì, 26 gennaio 2007

..:: L'ora delle streghe ::..

Ho finito l'altra sera di leggere questo libro:



Non mi è molto piaciuto e ho faticato non poco per finirlo, non riuscivo a farmi avvincere dalla storia. A dire il vero il romanzo ha un buon inizio, ma poi nella parte centrale si dilunga troppo nella descrizione della saga di questa famiglia (Mayfair) nei vari secoli. Credo che le oltre 900 pagine siano troppe. Anche il finale è molto buono, tant' è che essendo in realtà un non-finale, in quanto la saga continua in altri due romanzi, sarei stato curioso di sapere come si conclude la storia, ma dato l'impressione poco positiva che mi ha dato come totalità, credo che mi terrò la curisità e passerò ad altre letture.

Scritto da Crybboy alle 17:15 ..::.. la piccola biblioteca di babele ..::.. commenti ..::..

giovedì, 25 gennaio 2007

..:: Mio caro Morfeo ::..

E' qualche giorno che, a causa di impegni e imprevisti, non riesco a dormire abbastanza. In questo momento sono stanchissimo, dunque ho rimandato a data da  destinarsi la pubblicazione di nuovi post.

Scritto da Crybboy alle 20:18 ..::.. in me ..::.. commenti (1) ..::..

domenica, 21 gennaio 2007

..:: VENTESIMO ANNIVERSARIO ::..

La data giusta per questo post sarebbe dovuta essere il 13 gennaio, ma quel giorno non lo sapevo.
Infatti il 13 gennaio del 1987 andava in onda la prima puntata de "I ragazzi della terza C", mitico telefilm che ha tenuto compagnia oltre che influenzato intere generazioni di adolescenti.
Ambientato in un liceo romano, la serie raccontava le vicissitudini di un gruppo di studenti, con ironia e  autenticità e anche se la scuola è cambiata, così come le mode, le repliche delle puntate continuano ad avere un grosso successo.
"I ragazzi della terza C" è riuscita a raccontare un universo scolastico che è sempre attuale, grazie soprattutto ai suoi personaggi stereotipati. Vi troviamo infatti le secchione, il pluriripetente, il bonaccione, lo sportivo, gli eterni fidanzati...figure che bene o male, ognuno di noi ha avuto modo di incotrare sui banchi di scuola.



Le vicende, come già detto, avevano per protagonisti un gruppo di studenti del liceo classico "Giacomo Leopardi" di Roma (istituto che in realtà non esiste) e in particolare quelli della classe terza C.
C'era Bruno Sacchi (Fabrizio Bracconieri) un timido ragazzo con qualche chilo di troppo, quasi sempre impacciato, ma di una grande bontà. A scuola si impegna, ma rimedia inevitabilmente tre in tutte le materie.
Enrico Lazzaretti (Fabio Ferrari) detto Chicco è il ripetente cronico, attaccatissimo alla scuola e ai compagni. E' sempre il primo a prendere in giro i professori ed è da lui che partono la maggior parte delle idee che coinvolgono tutta la classe.
Massimo Conti (Renato Cestiè) è lo sportivo della classe, anche se spesso in eccessi di spavalderia si vanta di imprese atletiche che in realtà sono ben al di sotto delle sue reali capacità.
Daniele (Giacomo Rosselli) e Rossella (Claudia Vegliante) sono i fidanzatini di una vita, assieme fin dai tempi dell'asilo e che alternano futili liti a momenti di una zuccherosità disgustosa. Inoltre Daniele è sempre in ritardo, nonchè un gran dormiglione.
Sharon Zampetti (Sharon Gusberti) è la bella della classe è sempre contesa da Chicco e Massimo. Figlia di un ricco imprenditore di salumi, la troviamo spesso a mangiare il cornetto algida.
Benedetta Valentini (Nicoletta Elmi) è invece il lato dark della terza C, è sempre depressa e angosciata, ama vestirsi di nero, leggere poesie macabre e deprimenti e vedere film coreani "da suicidio".
Ultime, ma non ultime sono Elias e Tisini (rispettivamente Stefania Dadda e Francesca Ventura) sono le secchione per eccellenza, spesso vittime delle battute dei maschi della classe.
Ci sono poi una gran quantità di personaggi secondari, ma comunque importanti per lo svolgersi delle vicende: c'è il professore d'italiano, (ancora famosa la sua battuta grattandosi il naso e declamando: "Sacchi...3"), i genitori di Bruno, Spartaco e Amalia, amanti della buona cucina, rappresentano la classica famiglia di borgata. C'è la famiglia di Sharon, dal padre di cui abbiamo parlato sopra, alla madre bruttina, al cameriere di colore Aziz.
E poi come dimenticare Totip, il proprietario del bar dove si ritrovano i nostri eroi, e il che vanta un credito astronomico nei confronti di Chicco., e l'edicolante Ciro sempre pronto a raggire il suo pur più affezionato cliente che è Bruno (ancora lui). Ci sono infine Puccio e Mauro due amici di Chicco a cui i ragazzi si rivolgono spesso per farsi aiutare ad uscire dai guai e sempre con risultati disastrosi...



Moltissime erano le pubblicità che si ritrovavano all'interno del telefilm: dal "Cuore di panna" Algida, alla Opel, Americanico, One-o-One, Avirex e moltissi altri

I Ragazzi della III C forniscono quindi un eccellente spaccato della gioventù degli anni '80: dal dark al paninaro e rimarranno per questo e per tanti altri motivi nei nostri cuori per tutta la nostra vita !

Scritto da Crybboy alle 06:35 ..::.. in me, la giostra della memoria, il baule impolverato ..::.. commenti (5) ..::..

lunedì, 15 gennaio 2007

..:: 5 COSE CHE NON SAPETE DI ME ::..

Accolgo l'invito dell'amico Daniele aka Uskebasi e da Claudia aja Katie Arlen e partecipo a questo gioco-catena per conoscersi meglio e giro a mia volta l'invito a Vincent Vega, Shyboy, Howlingwolf, Tekki e Kimsy e comunque a chunnque si voglia aggingere.

1. Sono un idealista e ciò mi porta a prendermela anche per faccende di poco conto.  Il punto è che a volte penso a come mi comporterei io in una certa situazione e vedere tradite le mie aspettative, mi fa prima arrabbiare e poi intristire.

2. Non so mentire. Cioè, mi capita ogni tanto che degli estranei mi facciano delle domande personali, io in questo caso non riesco comunque a mentire, e se la cosa non mi imbarazza troppo racconto ingenuamente la verità o in caso contrario preferisco evitare  proprio di rispondere.

3. Ho fumato solo una volta in vita mia, ma è stata una cosa troppo assurda. Ero a cena con tutti i parenti a casa di mia nonna. Finita la cena , io e mio cugino siamo saliti all'appartamento di sopra, dova abirta mia zia, e ci siamo rollati, usando delle pagine di quaderno, camomilla, the, zucchero, caffe...mi ha fatto abbastanza schifo, ma ridevo come un idiota

4. Sono di una timidezza disarmante, soprattutto nei confronti dell'altro sesso e probabilmete da questo fatto nascono tutti i miei guai amorosi. Io ce la metto tutta ogni volta, ma non so perchè mi blocco.

5. Da bambino sono stato a lungo chirichetto. Tutte le domeniche andavo a servir messa e una volta, di sera, mi sono trovato come unico chirichetto ed essendo una delle prime volte non conoscevo ancora bene i miei compiti. Beh sono rimasto tutto il tempo in piedi alle spalle del sacerdote lasciando che si arrangiasse in tutto.

Scritto da Crybboy alle 21:12 ..::.. in me ..::.. commenti (7) ..::..

sabato, 13 gennaio 2007

..:: ANCHE LIBERO VA BENE ::..

Tommi (Alessandro Morace) ha undici anni e vive con la sorella Viola e il padre Renato(Kim Rossi Stuart). Questi cerca di crescere i figli alternando attimi di dolcezza a veri e propri scatti d'ira, quest'ultimi rivolti soprattutto verso il piccolo Tommaso per renderlo forte di fronte alle avversità della vita. Tutto sommato questa particolare famiglia riesce a vivere mantenendo un seppur precario equilibrio. Equilibrio che viene spezzato dal ritorno della madre dei due bambini, più volte fuggita di casa per soddisfare i suoi desideri sessuali ed economici.



Kim Rossi Stuart alla sua opera prima fa subito centro, con un film intenso e sincero. Per se stesso ha ritagliato il ruolo scomodo di Renato, padre orgoglioso e talvolta irascibile, seppur capace di forti dimostrazioni d'affetto, ma che fatica a capire il mondo di suo figlio Tommi, che ancora non riesce (o non può) capire le difficoltà e le problematiche della vita adulta. Il bambino perciò si rifugia nella sua timidezza e seppur controvoglia assenconda il padre che lo preferisce a nuotare in piscina che a correre sul campo di calcio. Il difficile rapporto con il padre, i primi turbamenti amorosi, l'arrivo di un ragazzino introverso, l'amcizia con il nuovo vicino di casa, di famiglia benestante, sono il mondo in cui Tommaso impara a crescere. A volte scappa sul tetto di casa, camminando sul bordo del cornicione, come a dimostrare il proprio equilibrio e poi dall'alto osserva il mondo, nascosto alla vista degli altri e in questo modo protetto.
Quando poi torna la madre Tommaso non sa come comportarsi, disilluso dal comportamento della donna, ma allo stesso tempo desideroso del suo affetto.
Alla fine dopo l'ennesimo litigio col padre che lo ha cacciato di casa, sarà proprio Tommi a fare il primo passo per riavvicinarsi al genitore, dimostrandosi per una volta più adulto del padre che scoppierà in un pianto liberatorio. Pianto in cui si abbanodonerà finalmente anche il bambino, dopo averlo trattenuto per tutto il film,  nella sequenza finale sull'autobus, mentre legge la lettera che la madre gli ha lasciato, in una scrittura infantile e piena di errori, simbolo della sua immaturità.
Tutti i protagonisti hanno dato grande prova d'attore, ma su tutti va sengalato il giovane Alessandro Morace i cui sguardi, le smorfie e la melanconia, arrivano dritte all'animo degli spettatori.


Scritto da Crybboy alle 06:36 ..::.. la fabbrica dei sogni ..::.. commenti (2) ..::..

venerdì, 12 gennaio 2007

..:: DUST IN THE WIND ::..

Di questa canzone credo di aver già pubblicato il testo, ma prima mi è capitato di ascoltarla per caso e mi sono commosso fino a quasi le lacrime. E' una canzone che adoro, spero piaccia anche a voi.

Scritto da Crybboy alle 05:44 ..::.. in me, jukebox ..::.. commenti (1) ..::..

..:: Certe piccole cose ::..

A volte sono le cose più semplici a darci le emozioni maggiori. Ricordo che un giorno andando a scuola, sono passato accanto ad un passerotto che stava ritto sulle sue zampette nel mezzo del passaggio. Di solito questi sono animali che si spaventano facilmente e difficilmente si riesce ad arrivare anche solo ad un metro da loro senza farli volare via, ma quella volta non fu così. Inizialmente avevo pensato che potesse essere morto, ma se stava in piedi la cosa era poco probabile, così come ho scartato subito l'idea che fosse finto. Mi sono allora accucciato ancora più vicino, ad una distanza non superiore di cinque centimetri. Ho poi allungato la mano e l'ho toccato, accarezzando le sue morbide piume. Non vedendo nessuna reazione da parte del passero con l'indice ho provato a fare una leggiore pressione sul suo petto e solo allora si è ripreso ed è volato via, facendomi anche spaventare per l'improvvisa reazione.

Scritto da Crybboy alle 05:29 ..::.. in me, la giostra della memoria ..::.. commenti (2) ..::..

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Io Amo

La mia famiglia, i miei amici, leggere, scrivere, la musica, i sogni, i baci, la cioccolata, la birra, il cinema

C i ò c h e O d i o

L'indifferenza, la maleducazione, la mancanza di rispetto, l'insensibilità, il dolore, l'arroganza, i sogni spezzati, la musica techno, la pizza fredda, gli imprevisti, andare dal dentista

W i s h L i s t

Scrivi qui i tuoi sogni nel cassetto.

S o g n i R e a l i z z a t i

Scrivi qui i sogni che sono diventati realtà.

I miei film

L'attimo fuggente, Gli anni spezzati, The Truman Show, Shining, Full metal Jacket, Arancia Meccanica, Barry Lyndon, Orizzonti di Gloria, 2001: odissea nello spazio, Il Padrino, Il Padrino 2, Il Padrino 3, Fuori Orario, Apocalypse Now, Il silenzio degli innocenti, Philadelphia, Clerks, Clerks II Edward mani di forbice, Batman I e II, Ed Wood, Pulp Fiction, Le Iene, Kill Bill I & II, Natural Born Killer, Rosemary's Baby, Un lupo mannaro americano a Londra, The Blues Brothers, Psycho, L'invasione degli ultracorpi, Alla ricerca di Nemo, Monster & Co., Shrek 1 e 2, Io non ho paura, Mediterraneo, Sciuscià, Strade perdute, The elephat man, Mulholland Drive, Fantozzi, Lo squalo, E.T., Schindler's List, La vita è bella, Il sesto senso, Ritorno al futuro (tutta la triloiga), Nightamare, Il seme della follia, La mosca, Mysterious Skin, C'era una volta in America, Nuovo cinema Paradiso, La promessa dell'assassino

My Music

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La mia libreria

Stephen King, Ken Follet, Michael Crichton, John Grisham, Jules Verne, Agathe Christie, Jonathan Coe, Dickens.

F a n l i s t i n g s

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D e s c r i p t i o n

Forse la definizione che mi calza meglio è "...un malinconico Peter Pan...". Talvolta un po troppo nervoso, compenso con una buona dose di altruismo e generosità. La famiglia e gli amici per me vengono prima di ogni altra cosa. Mi piace divertirmi e ridere, e lavoro solo perchè necessario. Sono curioso e affascinato tanto dalla vita che dal lato misterioso della stessa.

Questo sono io

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C o u n t e r

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Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino; noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Citando Walt Whitmann: - O me o vita, domande come questa mi perseguitano, infiniti cortei di infedeli, città gremite di stolti, che v'è di nuovo in tutto questo? O me o vita - Risposta: che tu sei qui, che la vita esiste, e l'identità; che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Quale sarà il tuo?

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